VISITA TRICOLOGICA

Tricologia

La Tricologia è una branca della dermatologia che si dedica allo studio delle malattie dei capelli.
I capelli di tutti noi cadono, in quanto sono soggetti ad un continuo ricambio. Nella caduta patologica dei capelli, in molti casi, esiste il rimedio giusto.

La caduta dei capelli costituisce un problema molto diffuso.
In Italia una persona adulta su due soffre di perdita dei capelli.
Non si tratta di una condizione esclusiva degli uomini, ma interessa anche molte donne (con differenti cause).
Grazie ai progressi della ricerca scientifica, abbiamo nuove armi per contrastare la caduta dei capelli.

Il ciclo del capello

Normalmente il capello cade quando il follicolo ha già prodotto un nuovo capello pronto a sostituirlo. Tutti noi perdiamo dai 10 ai 50 capelli al giorno (70-350 alla settimana). La maggior parte dei capelli cade durante la spazzolatura e il lavaggio. I nostri capelli si ricambiano ogni 3-6 anni e crescono in media 1 cm al mese. Un capello lungo fino alle spalle ha quindi circa due anni di vita.

Cause e cure

La caduta dei capelli è ascrivibile principalmente a tre cause. La più frequente è l’alopecia androgenetica, seguono l’alopecia areata e le forme cicatriziali.

Alopecia androgenetica maschile

E’ la forma di calvizie più comune negli uomini e interessa generalmente la zona fronto-temporale e la zona del vertice. Colpisce fino al 80% degli uomini e il 50% delle donne nel corso della vita. Il termine androgenetica sta ad indicare una stretta dipendenza con gli ormoni androgeni e con fattori genetici ereditari:

Andro = ormoni androgeni (ormoni maschili); Genetica = predisposizione ereditaria.

L’ormone maggiormente implicato è il di-idtrotestosterone (DHT); i pazienti affetti producono maggiori quantità di DHT con conseguente miniaturizzazione dei follicoli piliferi (i capelli diventano sempre più sottili e chiari, con una fase di crescita accorciata). Alcuni follicoli interrompono il ciclo di crescita rimanendo vuoti e senza capello (fenomeno dei follicoli vuoti).

La gravità dell’alopecia nel maschio è valutata mediante la scala di Hamilton-Norwood, che distingue 7 gradi di calvizie in base alla localizzazione e all’estensione.

La predisposizione genetica allo sviluppo della calvizie è legata all'attività di numerosi geni e i giovani con i primi segni di diradamento hanno spesso 1 o 2 genitori calvi.

Come si manifesta

In base ad un criterio di tipo temporale l’alopecia androgenetica, può manifestarsi in due stadi:

– alopecia androgenetica precoce, si sviluppa molto presto, subito dopo la pubertà ed intorno ai 20 anni è già in fase molto avanzata.
– alopecia androgenetica a decorso lento caratterizzato da un picco intorno ai 20-30 anni, per poi progredire fino ai 40-50 anni e rallentare progressivamente senza mai arrestarsi

Nell’uomo l’alopecia androgenetica inizia classicamente con un progressivo assottigliamento dei capelli, che prende il nome di processo di miniaturizzazione, successivamente la degenerazione del follicolo creerà spazi vuoti nei quali si potrà intravedere la cute. Il risultato finale è un effetto di diradamento.
La progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi rende i capelli più piccoli, sottili e superficiali (vellus) i quali risulteranno quindi più corti e meno pigmentati rispetto a quelle delle aree non affette. La fase ultima è la perdita del follicolo con la trasformazione del capello dallo stato di normalità a quello di finale di Vellus (capello simile a quello del neonato).
I follicoli piliferi che hanno interrotto in ciclo di crescita non produrranno più capelli lasciando vuoti i loro osti follicolari generando così sulla cute dei veri e propri spazi vuoti.

Quali sono le regioni interessate?

Le regioni maggiormente colpite sono la zona frontale, le tempie e quella del vertex (apice della testa), in altri casi l'alopecia può essere diffusa su tutto il capo o interessare prima una parte poi l’altra.

Alopecia androgenetica femminile

A differenza dell’uomo, nella donna il diradamento è generalmente distribuito su tutta la parte superiore della testa; di norma è assente la stempiatura. Nella maggior parte dei casi la perdita dipende da un’eccessiva sensibilità del follicolo ai livelli fisiologici di ormoni.

Si tratta di una condizione molto diffusa e si stima che colpisca circa il 50% della donne nel corso della vita con 3 principali picchi di comparsa:

- All'insorgere della pubertà

- Dopo la/le gravidanza

- Dopo la menopausa

L’alopecia androgenetica femminile non si associa necessariamente ad alterazioni ormonali; si calcola che solamente il 30% delle donne è affetta da patologie che causano un eccesso di androgeni, la più frequente delle quali è la sindrome dell’ovaio policistico. In tutti gli altri casi i dosaggi ormonali sono assolutamente normali e la perdita di capelli, come accennato, dipende da una aumentata sensibilità ormonale del follicolo.

Come si manifesta

Nella donna la calvizie si manifesta con un progressivo diradamento del capillizio nella regione centrale della testa; i capelli appaiono diradati, soprattutto in corrispondenza della scriminatura centrale.
A seconda della localizzazione del diradamento si possono distinguono 3 principali varietà cliniche di alopecia androgenetica femminile:

- Pattern ad albero di Natale: interessa soprattutto le adolescenti con un diradamento più accentuato a livello della parte centrale dell’attaccatura con un pattern triangolare che ricorda un albero di natale.

- Pattern tipo Hamilton: si manifesta con una stempiatura ed un diradamento della regione del vertice con caratteristiche simili all'alopecoia maschile. Nei casi di esordio precoce si associa frequentemente a patologie ormonali associate. Si tratta inoltre della varietà clinica più frequente in postmenopausa.

- Pattern tipo Ludwig: il diradamento interessa uniformemente la sommità del capo e ha come conseguenza un allargamento della riga centrale. Esistono 3 livelli di gravità.

Quali sono le cause

Analogamente a quello che accade nell'uomo, l’alopecia androgenetica femminile è caratterizzata da un progressivo assottigliamento dei capelli come conseguenza di una eccessiva sensibilità del follicolo agli effetti degli ormoni androgeni. La sensibilità del follicolo agli ormoni dipende principalmente da fattori genetici. Più frequentemente si manifesta dopo la menopausa in seguito ad una riduzione degli ormoni estrogeni e al conseguente aumento degli ormoni maschili. In alcuni casi può manifestarsi anche precocemente, alla pubertà, spesso come conseguenza di una dieta dimagrante. E' frequente anche nell'immediato post gravidanza, precipitata dallo stress e dalla carenza di minerali che spesso insorgono durante l’allattamento. Un aumento della caduta può essere legato a regimi alimentari troppo squilibrati, deficit di ferro, zinco, magnesio, trattamenti aggressivi. La perdita dei capelli ha quindi cause tra le più diverse e variabili ampiamente da un soggetto all’altro, e a volte anche nello stesso soggetto.

Alopecia androgenetica femminile

Come si cura

Esistono diversi farmaci per il trattamento dell’alopecia androgenetica. Tutte le terapie hanno l’obiettivo di diminuire la caduta, prevenire l’assottigliamento dei capelli ed aumentare lo spessore dei capelli presenti:

Minoxidil: l’efficacia del minoxidil è dimostrata da numerosi studi anche se il preciso meccanismo d’azione del minoxidil per il trattamento topico dell’alopecia non è stato del tutto compreso. Si sa che il minoxidil ha numerosi effetti sul microcircolo, sulla crescita follicolare, sulla fibrosi dermica e sull’infiammazione. In particolare il minoxidil porta ad aumento del diametro del fusto dei capelli, stimola la fase della crescita anagen prolungandone la durata, stimola la ripresa anagen dalla fase telogen. Si è dimostrato inoltre che il minoxidil migliora la microcircolazione ai follicoli piliferi. E’ quindi in grado di arrestare la progressione dell’alopecia androgenetica e indurre un miglioramento clinico, apprezzabile a partire da 4-6 mesi di cura. L’efficacia del trattamento viene valutata dopo 12-18 mesi di terapia, e viene mantenuta nel tempo.

Finasteride:è ampiamente dimostrato come la finasteride sia efficace nell’arrestare la progressione della caduta e nell’indurre la ricrescita dei capelli. Il meccanismo d’azione si basa sull’inibizione steroidea della 5 alfa-reduttasi di tipo II: in altre parole il farmaco blocca la conversione del testosterone in DHT, e quindi diminuisce l’attività tissutale del DHT e i suoi effetti biologici. L’efficacia della finasteride 1 mg nel trattamento dell’alopecia androgenetica maschile è stata dimostrata da numerosi studi clinici che hanno dimostrato che l’assunzione di 1 mg al giorno di finasteride per via orale provoca, dopo 5 anni, un miglioramento clinico nel 48% dei pazienti trattati. Un arresto della progressione dell’AGA è stato osservato nel 99% dei casi. I miglioramenti ottenuti si mantengono nel tempo solo se l’assunzione del farmaco non viene interrotta. La terapia può essere utilizzata anche nelle donne non in età fertile e nei casi selezionati. Il trattamento in questi casi prevede un dosaggio da 2,5 – 5mg e in numerosi studi ha dimostrato un aumento della densità e del diametro dei capelli dopo almeno 1 anno di trattamento. È sempre necessaria la prescrizione del medico e una preventiva valutazione tricologica approfondita. La possibilità di alcuni effetti collaterali della finsteride assunta oralmente ha portato, recentemente, allo sviluppo di prodotti topici, in questo momento in fase ancora sperimentale.

Prostaglandine: negli ultimi anni sempre più studi scientifici rivelano l’importanza delle prostaglandine e del ruolo fondamentale che esse svolgono sul ciclo del follicolo pilifero. Si è dimostrato in particolare come una classe di prostaglandine, le PGE e le PGF alfa, possano avere un effetto positivo sulla crescita del capello. Negli Stati Uniti è in commercio da alcuni anni un principio attivo per l’allungamento e la ricrescita delle ciglia, che si basa su di un analogo delle PGE (Bimatoprost). Il meccanismo d’azione della PGE si bassa sul loro legame a specifici recettori, il recettore implicato nella calvizie è il recettore GPR44. Il recettore potrebbe diventare un promettente obiettivo terapeutico per combattere alopecia androgenetica, sia negli uomini che nelle donne, con problemi di calvizie.

Esistono numerose altre strategie terapeutiche: alcuni recenti studi hanno dimostrato come l’utilizzo di lozioni a base di melatonina possa influenzare la crescita dei capelli negli umani in vivo. Il meccanismo d’azione non è conosciuto, ma gli effetti si presume siano collegati ad un’induzione della fase anagen. Lozioni galeniche a base di estrogeni (progesterone, estrone o 17 alfa estradiolo) vengono ampiamente usati nell’alopecia femminile con buoni risultati; tuttavia tali protocolli terapeutici al momento non sono stati provati da trial clinici. In letteratura è segnalata anche la possibilità di utilizzare farmaci che impediscano il legame tra gli ormoni androgeni ed i recettori specifici. Si parla in questo caso di antagonisti recettoriali: Spironolattone, Ciproterone acetato e Canreonato di potassio.

Terapie non farmacologiche: negli ultimi anni si sta diffondendo l’utilizzo della carbossiterapia come un valido coadiuvante nelle terapie anticalvizie. L’utilizzo di microiniezioni di anidride carbonica nelle regioni interessate permette di migliorare la circolazione del cuoio capelluto, inducendo i globuli rossi a rilasciare ossigeno. Sta prendendo anche molto piede la biostimolazione del cuoio capelluto con polinucleotidi, iniettabili con tecnica mesoterapica (microiniezioni indolori) a livello del cuoio capelluto nelle aree diradate. Come dimostrato da studi recenti, i polinucleotidi sono in grado di attivare alcuni recettori presenti nelle cellule della papilla dermica del follicolo pilifero (recettori purinergici A2 per l’adenosina) stimolando in questo modo la produzione di fattori di crescita endogeni (VEGF, FGF-7) che svolgono un’azione trofica sul follicolo. In tal modo viene favorito il mantenimento dei capelli in fase anagen e quindi la loro crescita. Nuove frontiere nella terapia della calvizie prevedono invece l’utilizzo della Medicina Rigenerativa mediante la rivoluzionaria bio-tecnologia RIGENERA(TM). ll Trattamento Rigenera Activa si basa sul prelievo di tessuto tramite dei microinnesti che vengono successivamente reiniettati con lo scopo di ristabilire la crescita dei capelli nel caso di alopecia androgenetica e può essere utilizzato anche per la rigenerazione del capello. Questi innesti possono essere impiegati anche per la biostimolazione e bioristrutturazione di viso, collo, décolletè e mani.

Alopecia Areata

L’alopecia areata si caratterizza per la improvvisa comparsa di una o più chiazze, rotondeggianti od ovalari, di diametro medio di 3 – 4 cm, prive di capelli o di peli, senza alterazioni o segni clinici di infiammazione (solo in rari casi il colorito può essere roseo e associato a modesto edema), con follicoli piliferi conservati (ma talvolta non visibili ad occhio nudo) ed apparentemente indenni. Può interessare la regione della barba o il cuoio capelluto. La cute glabra così formata può apparire leggermente ipotonica (iperlassità probabilmente dovuta alla scomparsa delle radici dei capelli). Alla periferia delle chiazze, che hanno tendenza ad allargarsi in modo centrifugo, sono presenti dei piccoli capelli in fase anagen, corti e spezzati, caratteristicamente sempre più assottigliati andando dall’estremità verso il bulbo (assottigliato e decolorato), definiti “capelli a punto esclamativo”.

L’alopecia areata può colpire non solo i capelli, ma anche la barba, le sopracciglia ed ogni altro pelo presente sulla superficie cutanea.

Quali sono le Cause Scatenanti?

Si tratta di una condizione autoimmunitaria con predisposizione genetica su cui agiscono fattori ambientali. Si nasce predisposti all’alopecia areata, che compare quando un fattore scatenante modifica la normale funzione difensiva delle nostre cellule (linfociti).In altre parole, le difese dell’organismo attaccano erroneamente i follicoli piliferi. L’alopecia areata può associarsi ad altre malattie autoimmuni, più comunemente malattie della tiroide; malattia celiaca, vitiligine e atopia. Si è calcolato che i pazienti con alopecia areata hanno un rischio del 16% di sviluppare altre malattie autoimmuni.

Come si Cura?

I farmaci oggi disponibili per l’alopecia sono efficaci nell’indurre la ricrescita dei capelli anche se non sempre impattano sulle prognosi a lungo termine della malattia.  Il  trattamento è sempre personalizzato in base all’età del paziente, alla gravità dell’alopecia areata (interessamento del cuoio capelluto > o < al 40%) e alla sua fase di attività. La visita dermatologica è imprescindibile per un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico.

Alopecie cicatriziali

Sono un gruppo eterogeneo di malattie caratterizzate da infiammazione e distruzione del follicolo pilifero con conseguente perdita di capelli, di solito in chiazze, qualunque ne sia stata la causa determinante.

Vengono generalmente classificate in forme primitive e secondarie; nelle prime il follicolo è il bersaglio del fenomeno distruttivo causato dall’infiammazione provocata dalla risposta linfocitaria e autoanticorpale, nelle seconde la distruzione follicolare è successiva al processo infiammatorio che si verifica al di fuori dell’unità follicolare che non è l’evento patologico primario.

Le principali forme di alopecia cicatriziale comprendono:

- Lichen plano pilare

- Alopecia fibrosante frontale

- Lupus eritematoso discoide

- Alopecia cicatriziale centrale centrifuga

- Follicoliti decalvanti